La lista dei buoni propositi per il 2012 che, se anche non li rispetto tutti, chissenefrega, tanto il mondo finirà
Non sono solito fare buoni propositi da quando, in terza elementare, mi sono reso conto che la mia autodisciplina probabilmente era andata persa con il liquido amniotico durante il parto che mi diede natali. Parto? Impreciso. Bisognerebbe chiamarlo arrivo. No. Anche partenza va bene. La nascita è arrivo e partenza. Sai che casino con i bagagli. Dicevo? Sì, l’autodisciplina è l’ingrediente fondamentale per rispettare i buoni propositi e quindi suppongo di aver fallito già in partenza ma, poiché quest’anno finirà prematuramente, ho l’alibi perfetto per fallire.
#LALISTA
“Fallire non è porsi obiettivi troppo ambiziosi e non raggiungerli, è porsi obiettivi troppo bassi e raggiungerli”. Non ricordo chi l’ha detto e nemmeno se le parole esatte fossero quelle ma il significato certamente c’è. Partendo da questi presupposti la mia lista sarà di obiettivi bassi e facili da raggiungere: fallirò comunque.
1. Fatti un’idea solo dopo aver ascoltato e osservato. Prima ancora cerca di capire e ricorda che la presunzione è l’ostacolo più grande alla comprensione.
Capire è una delle cose più difficili, troppo spesso tendo a dare giudizi affrettati dettati dalla presunzione o dal preconcetto. Troppi “pre”. Ecco, il 2012 dovrebbe essere l’anno del “post”. Anche posticipare anziché prevedere. Analizzare una strada e percorrerla anziché prevedere dove vorranno andare gli altri e anticiparli. - È un atteggiamento snob ma, pensaci bene, se è ponderato non lo è affatto.
2. Scrivi di più.
Nel mio modo di concepirla, la scrittura implica due cose fondamentali: condividere (con gli altri) e lasciare traccia (per se stessi). In entrambi i casi è solo una questione di rispetto, nella condivisione soprattutto. Condividere sciocchezze equivale a parlare a vanvera e a far perdere tempo alle persone. Fosse anche solamente per leggere i 140 caratteri di un tweet idiota. Da qui la mancanza di rispetto. «Se non ti piace quello che scrivo, fa’ a meno di seguirmi». Verissimo. Ciò non toglie che io debba rispettare le persone che mi seguono. E il loro tempo. Dovrò scrivere di più ma anche scrivere meglio. Quindi dovrò scrivere di meno. Cioè. Qualità, non quantità. “Fatti, non pugnette”.
- Scrivi almeno un post alla settimana. Prenditi il tempo, fermati, e fallo. Starai meglio e potrai guardarti indietro, vedendo la strada che hai percorso.
3. Sii più tollerante ma non tollerare la stupidità.
- La tua dannata presunzione non va d’accordo con la tolleranza francescana che otto anni di catechismo hanno cercato di indurti. Ciascuno è diverso dagli altri, non puoi pretendere che tutti agiscano e re-agiscano come fai tu. - Un bel respiro, non tutti possono avere fretta nel momento in cui ce l’ho io. Non tutti possono essere tristi quando lo sono io. Tolleranza. Verso quasi tutto. Ma non verso la presunzione e la stupidità. - Nessuno è al centro dell’universo. Nemmeno te!
Andy Warhol parlava di 15’ di celebrità per ciascuno di noi, ora però siamo alla sovversione: i social media hanno ucciso definitivamente Warhol, tutti si ritengono celebrità (oppure se la prendono con le celebrità). Sembra quasi più importante il pubblico del contenuto. - Cerca di dire cose intelligenti a due persone anziché stupidità a due milioni.
4. Lavora meno, leggi di più.
Il lavoro (e lo studio) hanno bisogno di concentrazione. Se non c’è pausa, respiro intellettuale, la concentrazione verrà meno. Prima o dopo. - Quindi leggi, cazzo, arieggia i neuroni, portali in vacanza tutti i giorni.
5. Corri almeno 5 ore alla settimana.
Una settimana ha 168 ore. Cinque ore sono circa il 2,97% delle ore totali presenti in una settimana. Il corpo sta meglio. La mente anche. L’anima pure. “Anima Sana In Corpore Sano”. Memo: chiedere un contributo al dott. ASICS. Con qualsiasi condizione meteorologica. Correre sotto alla pioggia è divertente. Con il sole mette di buon umore. Al mattino con il freddo fa stare bene. Con la neve non ho mai provato. - Se nevica esci a correre! - Quest’anno correrò molto. Nuoterò un po’ meno.
6. Sorridi!
Questi i miei buoni propositi. Siete stati coraggiosi ad arrivare fino a qui nella lettura oppure avete molto tempo da perdere (poche ragazze da quelle parti, eh?!). Se ci riuscissi, diventerei una persona migliore ma, poiché il mondo finirà, l’obiettivo è uno solo: GODERMI LA VITA E SCOPARE COME UN RICCIO.
P.S.: Ma poi i ricci scopano davvero così tanto? O forse il detto si riferisce ai ricchi e c’è un refuso tipografico? Boh.
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